class="post-template-default single single-post postid-19078 single-format-standard wp-custom-logo wp-embed-responsive sek-hide-rc-badge col-3cm boxed topbar-enabled header-desktop-sticky header-mobile-sticky unknown">

Applicazione dell’imposta

L’applicazione dell’imposta può avvenire in base al:

Regime dichiarativo: chi lo sceglie dovrà riportare sul Modello unico tutte le plusvalenze sui titoli che ha venduto l’anno precedente. Dovrà conservare tutti gli estratti conto per 5 anni;

– Regime amministrato: applicabile in automatico su tutti i titoli presenti in un dossier titoli e pertanto sarà la banca che effettuerà la tassazione sulle singole vendite effettuate e il contribuente non dovrà fare assolutamente nulla;

– Regime gestito: relativo al risparmio gestito, cioè alle gestioni patrimoniali.

Innanzitutto, un paio di definizioni: la plusvalenza (Capital gain, in inglese) è quello che si guadagna come differenza fra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita. In caso di perdita si parla di minusvalenza (Capital loss). Le plusvalenze vengono tassate al 26%, fatta eccezione per i titoli di stato italiani (BOT, CCT, CTZ, BTP, BTPi), obbligazioni titoli pubblici territoriali (regionali, provinciali e comunali italiani), obbligazioni dei titoli di stato esteri e territoriali inseriti nella white list e quelli degli organismi internazionali lei cui plusvalenze sarrano tassate al 12,5%. Anche le minusvalenze su questi titoli saranno conteggiate al 12,50%.

Come si determina la plusvalenza

La plusvalenza o minusvalenza su ogni singola operazione di vendita è determinata come differenza fra il prezzo di vendita al netto delle commissioni e il prezzo di acquisto comprensivo di commissioni (detto anche prezzo di carico o fiscale).
Se lo stesso titolo viene acquistato in più operazioni il prezzo per azione (prezzo medio) viene determinato come media ponderata dei prezzi pagati per ogni operazione.

Se, nell’arco della stessa giornata vengono eseguite anche operazioni di vendita, il prezzo medio viene determinato come media dei prezzi di tutte le operazioni di acquisto e del prezzo di carico delle azioni eventualmente già presenti in portafoglio all’inizio della giornata. Le vendite di giornata vengono considerate come se fossero state eseguite successivamente.

L’ordine cronologico di contabilizzazione di plusvalenze e minusvalenze (e anche il criterio di calcolo del prezzo medio come sopra) è determinato dalla valuta di regolamento (pagamento tramite addebito/accredito in conto) dell’operazione di vendita. Ad esempio, un’operazione eseguita lunedì sul mercato USA (liquidazione a tre giorni) a livello fiscale si considera insieme ad un’operazione eseguita martedì sul mercato italiano MTA (liquidazione a due giorni), perché entrambe si liquidano giovedì.

E’ possibile compensare le minusvalenze con le plusvalenze, ma solo se realizzate successivamente o nello stesso giorno di regolamento. Cioè, ad esempio, se oggi vendo un titolo realizzando una minusvalenza, la potrò compensare con una plusvalenza che realizzerò oggi stesso oppure da oggi in avanti. Non la potrò compensare con una plusvalenza realizzata prima di oggi. In parole povere, se conseguo una minusvalenza la posso scontare solo da oggi stesso in poi. Questa regola vale solo per i clienti in amministrato: per il dichiarato è invece possibile compensare plus e minus nell’arco di tutto l’anno.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento