Banche, agli italiani i servizi fintech quanto interessano?
Il futuro delle banche passerà per il mondo fintech. Meno sportelli e più tecnologia e servizi a disposizione  su smartphone e tablet. Due temi interconnessi che Simon-Kucher & Partners, società attiva nella consulenza sul pricing, marketing e strategia commerciale, ha indagato in uno studio attraverso diverse centinaia di interviste effettuate su un campione rappresentativo degli italiani bancarizzati. Lo studio si è posto l’obiettivo di testare l’effettivo interesse sui servizi finanziari innovativi ovvero sulle iniziative delle banche volte a fornire nuove funzionalità digitali o tecnologiche ai propri clienti, anche con l’aiuto di partner esterni.
Poco interesse per il fintech. Dall’analisi emerge che solamente il 25% degli intervistati dichiara un livello di interesse elevato o molto elevato per i servizi tecnologici erogati dalle banche in collaborazione con terze parti. Il coinvolgimento aumenta però significativamente quando il campione è chiamato ad esprimere una preferenza su servizi specifici. In particolare, per il 60% degli intervistati i servizi innovativi più apprezzati sono la possibilità di aggregare i diversi conti correnti in un’unica app, mentre per il 40% si tratta della possibilità di prelevare e depositare in via automatica una somma su un fondo di risparmio.
L’importanza della protezione dei dati personali. Anche se gli intervistati si sono dimostrati d’accordo a condividere i loro dati personali con terze parti per poter fruire funzionalità nuove e aggiuntive (come quelle sopra citate), il 60% preferirebbe comunque che tali servizi venissero erogati esclusivamente dalle stesse banche; solo il 10% del campione si è dichiarato apertamente favorevole alle terze parti. Da rilevare come le evidenze non cambino in modo sostanziale per la fascia della clientela millenials.
“L’analisi mostra vari dati interessanti ma credo vi sia una rilevazione particolarmente significativa collegata al tema della protezione dei dati personali e delle implicazioni derivanti dall’entrata in vigore della Gdpr – ha dichiarato Enrico Trevisan, Managing Partner di Simon-Kucher & Partners. Le banche si trovano di fronte ad una grande sfida e opportunità: fare leva sulla fiducia che i clienti ancora riconoscono per proporsi come provider di servizi innovativi e intelligenti, in modo ancora più marcato per la fascia di clienti più giovani. Agendo in questa direzione, le banche potranno da un lato modificare la percezione che solo le Fintech siano in grado proporsi sul mercato come leader nell’offerta di servizi innovativi e dall’altro potrebbero riconsolidare l’asset strategico e imprescindibile della fiducia dei clienti.”
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