La Germania da una scadenza all’Inghilterra sulla questione della Brexit. Non si ammettono  ulteriori ritardi. Subito al voto.

La Germania perde la pazienza sulla Brexit e lancia un avvertimento al Regno Unito.

Il ministro degli Esteri tedesco ha ammonito Londra che non ci sarà alcuna proroga della Brexit oltre ottobre, inviando il segnale più forte che la pazienza di Berlino sta iniziando a logorarsi.

Ottobre 2018 ultimatum alla Brexit

“Dovranno decidere cosa vogliono per ottobre”, ha detto Heiko Maas in un’intervista al Financial Times.

“Non si può trascinare la Brexit per un decennio”.

Maas ha anche avvisato i leader britannici che un appello per un ulteriore ritardo della Brexit sarebbe letto come un motivo per rimanere nell’Unione europea: “Un’altra estensione potrebbe inviare il segnale che intendono rimanere nell’Ue dopo tutto”.

L’Inghilterra vuole davvero uscire dall’Europa? Decideranno le elezioni a Maggio

E’  paradossale che uno Stato che vuole uscire dall’Unione potrebbe votare alle elezioni europee di maggio 2019.

Il ministro degli Esteri ha sottolineato comunque di non aver perso la speranza che il parlamento britannico possa sostenere il progetto di accordo di uscita di Theresa May prima delle elezioni europee del mese prossimo.

La settimana scorsa Angela Merkel, cancelliere della Germania, aveva combattuto duramente per assicurare un estensione di sei mesi di tempo al Regno Unito, contro l’insistenza della Francia che voleva concedere al massimo fino alla fine di giugno per assicurare un’uscita ordinata dall’Ue.

Berlino ammonisce gli inglesi

L’intervento di Maas suggerisce che Berlino si schiererà con la linea francese più dura nel caso in cui la nuova scadenza della Brexit del 31 ottobre si avvicini senza progressi da parte britannica.

Nel corso dell’intervista Maas ha lanciato una vigorosa difesa della politica estera tedesca contro le recenti critiche da parte degli alleati, ha messo in luce le preoccupazioni tedesche sulla spaccatura politica con gli Stati Uniti e ha messo in guardia paesi come l’Italia a non essere “comprati” come parte dei tentativi cinesi di dividere l’Unione europea.

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