Documenti richiesti per un mutuo

E’ arrivato il fatidico momento: avete individuato la casa dei vostri sogni. Se non potete comprarla cash, sfruttando liquidità disponibile, è arrivato il momento di valutare un mutuo.

In questi casi, oltre a individuare la rata più conveniente, occorre verificare i documenti per il mutuo, l’iter procedurale e anche le agevolazioni applicabili.

Non sempre è facile orientarsi: lo scorso anno sono state introdotte nuove regole sulle perizie immobiliari e, nel 2017, sono state confermate le principali agevolazioni relative alla prima casa.

Il Governo ha riconfermato gli Ecobonus del 65% per il risparmio energetico nelle abitazioni, percentuale innalzata tra il 70% e il 75% per i condomini.

Prorogati anche il Bonus Ristrutturazioni al 50% e il Bonus Mobili, che consente di detrarre le spese di acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Per quanto riguarda invece le cose da sapere al momento di accendere un mutuo, ecco un breve vademecum su ciò che solitamente viene valutato dalle banche.

Partiamo dai documenti da presentare, premettendo che ogni istituto di credito si regola diversamente a questo proposito.

In linea di massima occorre presentare una dichiarazione del datore di lavoro relativa all’anzianità di servizio del dipendente, insieme a originale dell’ultimo cedolino dello stipendio e copia del modello cud (in alternativa copia del mod.730 o “unico”).

Per i lavoratori autonomi o liberi professionisti serve copia del modello unico (ex. modello 740), estratto della camera di commercio industria e artigianato (c.c.i.a.) e, se professionista, attestato di iscrizione all’albo cui appartiene.

Ricordiamo che la valutazione della banca fa riferimento in modo particolare all’affidabilità nei pagamenti e al controllo protesti.

Solitamente viene condotta un’analisi sullo storico prestiti, su quelli in essere e sull’eventuale iscrizione alle liste Cattivi Pagatori delle Centrali Rischi.

Viene inoltre esaminata la compatibilità tra importo del mutuo e reddito del richiedente: la regola d’oro è che la rata, in genere, non deve superare 1/3 del reddito familiare mensile netto.

Se tutti questi criteri vengono soddisfatti si può procedere nell’iter, che prevede come secondo step la valutazione dell’immobile attraverso perizia.

L’Abi lo scorso anno ha pubblicato nuove regole riguardanti la categorie dei periti tecnici, a seguito di alcuni casi di false attestazioni relative al valore dell’immobile.

L’obiettivo è di migliorare il rapporto tra banche e clienti, oltre a garantire maggiore trasparenza nella definizione del valore di un immobile. Le Linee Guida 2016 sono state redatte da Abi, Tecnoborsa, Assovib e da sette ordini delle categorie professionali coinvolte.

Secondo quanto stabilità il perito non deve aver compiuto o compiere attività di intermediazione immobiliare. Inoltre non devono rapporti professionali o di parentela con chi presenta la richiesta mutuo in banca.

Se anche la perizia è soddisfacente, l’ultimo punto riguarda proprio la ricerca del mutuo più adatto alle proprie esigenze.

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