Giustizia Usa pronta ad incriminare rete di hacker cinesi: furti di proprietà intellettuale
Il Dipartimento di giustizia Usa, assieme alle autorità competenti di un’altra dozzina di Paesi, è pronto a incriminare ufficialmente una serie di soggetti accusati di ripetuti tentativi di furto di proprietà intellettuale, direttamente coordinati da un ministero cinese. Lo ha anticipato una fonte a conoscenza della questione al Washington Post. Fra i Paesi coinvolti nell’accusa ci sarebbero Australia, Regno Unito, Canada, Giappone, Olanda, Nuova Zelanda e Svezia. L’annuncio dovrebbe avvenire nelle prossime ore, entro giovedì 20 dicembre.
 
Nel dettaglio, i presunti hacker cinesi dovrebbero essere incriminati con l’accusa di attività di spionaggio informatico finalizzato a rubare informazioni ad alcune delle più grandi aziende al mondo. Un’attività che sarebbe stata condotta violando i sistemi delle società tecnologiche presso le quali queste grandi companies destinano la gestione delle email e l’immagazzinamento di dati. Gli attacchi risalirebbero già dal 2017 e sarebbero stati coordinati dal Ministero della sicurezza dello Stato cinese con lo scopo di rubare segreti commerciali sensibili in Europa, Asia e Stati Uniti. Si prevede che saranno annunciate anche le sanzioni relative a tali attività di cyber spionaggio.
La portata delle accuse, che va nella stessa direzione della tesi secondo la quale la Cina “giocherebbe sporco” sul commercio anche appropriandosi illecitamente di proprietà intellettuale (come tecnologie coperte da brevetto).
Le conseguenze politiche di una nuova disputa fra Cina e Usa potrebbero provocare nuove tensioni sul fronte dei dazi, che ha recentemente sperimentato una fase di distensione.
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