Grecia, titoli di stato tornano nei radar dei gestori
La Grecia punta verso la prossima tappa del suo percorso di normalizzazione il prossimo giugno, con una nuova emissione di titoli di stato, che darà seguito a quelle di gennaio e marzo. Attualmente la gran parte del debito pubblico greco è in mano a istituzioni pubbliche, come l’Esm e il Fmi: solo 60 miliardi su 350 sono detenuti da investitori privati. Eppure, alcuni gestori mainstream stanno riconsiderando le opportunità offerte dal Paese mediterraneo.
Che le fortune di Atene stiano gradualmente volgendo per il meglio lo indica anche l’andamento dei tassi d’interesse. Nel corso dell’ultimo anno il titolo decennale ha ridotto il suo rendimento di 68 punti base e attualmente si trova a quota 3,3%. Nello stesso periodo i titoli della Spagna, in piena crescita economica, i rendimenti sono scesi di 19 punti base. In Italia, al contrario, sono aumentati di 86 punti al 2,6%.
Il rating di S&P, tuttavia, resta cauto sulla Grecia: B+, nettamente sotto la soglia investment grade. Le prospettive, però, sono positive secondo l’agenzia di rating.
Prospettive positive per la Grecia
“Investiamo in Grecia da circa un anno e riconosciamo del valore nei titoli di stato greci e nelle obbligazioni garantite emesse dalle banche greche”, ha affermato Iain Stealey, Cio di JP Morgan Asset Management, “probabilmente ci sono ancora problemi per la Grecia a lungo termine, ma la maggior parte del debito è [nelle mani del] pubblico, il che ci dà conforto”, ha affermato a Reuters.
“La Grecia è uno di quei paesi che, rispetto a tre anni fa, ha fatto molti progressi”, ha detto Michael Krautzberger, numero uno del reddito fisso europeo a BlackRock. Più moderata la posizione di Amundi: “La posizione di finanziamento della Grecia per i prossimi tre anni sembra abbastanza comoda, ma in un orizzonte di 10 anni siamo più cauti”, ha dichiarato Eric Brard, responsabile del fixed Income del maggiore fondo europeo.
La prossima emissione di giugno sarà un test che potrà allontanare ulteriormente l’idea che il debito greco attiri soprattutto gli hedge fund. Di fatto, il 2019 ha già mostrato che questa componente sta arretrando: solo 10% dei finanziamenti è arrivato dai fondi speculativi.
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