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Guida Evasione Fiscale

L’evasione fiscale è un problema del sistema. Da sempre la nostra classe politica è in cerca della ricetta per trovare i soldi per il rilancio del paese.

Soldi che non vengono mai trovati e che non bastano mai.

Ma esisterà un modo? C’è la possibilità di trovare più soldi per il paese?

La risposta è nella lotta all’evasione fiscale.

Come noto, l’Italia è uno dei paesi con l’evasione fiscale più alta d’Europa.

Noi di MPA riteniamo che l’unico modo per eliminare l’evasione fiscale è eliminare il contante e le fatture e scontrini cartacei.

Pagamento digitalizzato e automaticamente registrazione all’ufficio delle entrate delle tasse da pagare.

Negli ultimi vent’anni il denaro recuperato dall’evasione è quadruplicato, passando dai 4,4 quattro miliardi di euro del 2006 ai 19,2 miliardi recuperati nel 2019.

Per quanto le cifre della lotta all’evasione siano notevoli, però, appaiono poca cosa di fronte alle stime del totale dell’evasione non perseguita: circa 107 miliardi di euro nel 2016, secondo l’ultimo rapporto del ministero dell’Economia.

Pare che anche il governo Conte andrà nella direzione di ridurre l’uso del contante a favore dei pagamenti elettronici, così da aumentare il numero di operazioni tracciate e quindi, potenzialmente, diminuire il numero di evasori scoperti.

Un’ostacolo però alla lotta all’evasione fiscale potrebbe essere la legge sulla privacy. Al momento, infatti, gli apparentemente vasti poteri di ispezione del fisco sono validi solo per alcuni contribuenti, oggetto di apposite sperimentazioni.

L’incubo di molti contribuenti, quello di un fisco onnipotente che verifica ogni singola transazione finanziaria, è in realtà destinato a non materializzarsi nel prossimo futuro. «Le persone possono pensare che effettivamente ci sia tracciabilità totale, ma non è vero»

È una questione di risorse: nessun fisco al mondo, al momento, dispone delle risorse né del potere legale di esaminare ogni singolo pagamento che viene effettuato in un paese.

L’effetto prodotto dai nuovi poteri di indagine del fisco, quindi, è spesso frutto più del timore che della reale capacità di raccogliere nuovi dati.

Modificare la legge sulla privacy, però, è un intervento politicamente molto sensibile. A parole tutti, compreso l’attuale governo, sono d’accordo sulla necessità di aggredire l’evasione, che non solo restringe il bilancio a disposizione del governo ma crea distorsioni e diseguaglianze tra coloro che si trovano in una posizione che gli permette di evadere le imposte e coloro che sono costretti a pagarle. Ma è un’azione che, più è drastica e decisa, più rischia di essere impopolare.

Come i grandi sindacati non mancano di ricordare, 17 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati pagano le imposte fino all’ultimo centesimo (o quasi) perché i loro datori di lavoro gliele detraggono direttamente dalla busta paga.

Ma in Italia ci sono anche più di 5 milioni di lavoratori autonomi, imprenditori e artigiani che possono evadere – e in effetti evadono – percentuali significative di quanto devono allo Stato.

Secondo le stime, la tassa più evasa è l’imposta sul reddito (IRPEF) pagata da autonomi e imprenditori: il 63 per cento del dovuto, cioè circa 33 miliardi di euro, non arriva al fisco.

Più evasa ancora (in termini assoluti, se non percentuali) è un’altra imposta pagata o intermediata da queste categorie: l’IVA, l’imposta sugli scambi di beni e servizi. Il governo stima che ogni anno circa 35 miliardi di euro di IVA non vengano versati.

La lotta all’evasione negli ultimi anni ha puntato spesso proprio sul recupero dell’IVA, che portando all’esame di vendite e acquisti compiuti da un soggetto, permette potenzialmente di ricostruirne il reddito e quindi anche l’IRPEF dovuta e magari non pagata.

E questo campo della lotta all’evasione ha spesso generato i risultati migliori. Si stima che nel solo 2019 l’introduzione della fatturazione elettronica, una misura basilare di contrasto all’evasione da tempo suggerita dagli esperti, abbia prodotto un gettito aggiuntivo di IVA pari a 4 miliardi.

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