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Investimenti: I consigli di nonna Pina

A causa della cattiva educazione finanziaria del cittadino medio italiano, se facciamo la stessa domanda a tutti i piccoli risparmiatori e investitori “perché hai investito in quel prodotto?” otterremo una risposta che spaventa.

“Per guadagnare più soldi ed essere più ricchi!”

Questa è la risposta comuna e non c’è nulla di più sbagliato.

Il piccolo risparmiatore del bel paese è stupido e superficiale. Questo lo porta spesso a farsi ragirare da operatori finanziari poco seri.

Un vero investitore innanzitutto non è un risparmiatore. Pianifica i propri investimenti fissando specifici obiettivi di vita, come acquistare la casa, l’università per i figli, una pensione dignitosa.

Classici e ricorrenti obiettivi della maggior parte di tutti noi, che ci aiutano a fare scelte consapevoli e a prendere decisioni importanti anche in ambito finanziario.

Avere un approccio generico, come chi dice di voler solo guadagnare di più o essere più ricco, crea confusione: impedisce di rimanere concentrati sui propri traguardi, spinge a cambiare e a rivedere spesso le proprie scelte, cadendo in preda all’emotività e commettendo molti errori, perdendo soldi che sono i risparmi di una vita.

Essere consapevoli dei propri obiettivi di vita aiuta anche a selezionare i mercati sui quali investire e gli strumenti finanziari da utilizzare, favorendo in tal modo una corretta pianificazione finanziaria.

Chi investe per obiettivi pianifica la propria ricchezza in maniera intenzionale e responsabile; chi invece investe senza obiettivi accetta di fatto passivamente quello che di volta in volta il mercato offre.

Una volta stabiliti gli obiettivi di vita, potete liberare le vostre risorse per selezionare al meglio gli strumenti di investimento che vi aiuteranno a raggiungerli.

Nei decenni addietro i migliori investitori sono state le nostre nonne. Le nonne hanno sempre mostrato una marcia in più nella gestione delle finanze e, per riuscire ad arrivare alla fine del mese, crearono un sistema molto intelligente che prevedeva l’uso di alcuni barattoli da conserva.

In pratica, si munivano di tanti barattoli quante erano le spese mensili che dovevano affrontare, per poi etichettarli con le rispettive voci (affitto, acqua, luce, vestiario, cibo) e mettervi dentro la somma prevista per quella spesa: quindi anche loro facevano un budget familiare!

La logica dei barattoli non è passata inosservata nemmeno a economisti e studiosi, che la considerano un metodo efficace per una corretta gestione del denaro.

Richard Thaler, premio Nobel per l’economia nel 2017, fu il primo a occuparsi di queste abitudini finanziarie elaborando la cosiddetta “teoria dei conti mentali“, che dimostra come il nostro cervello si trovi a suo agio quando, nella gestione dei soldi, usa differenti sezioni dell’encefalo (i barattoli della nonna appunto), assegnando a ogni obiettivo di vita uno strumento finanziario preciso.

Ecco allora che la pianificazione finanziaria di un investitore di successo deve partire da qui, cioè dall’assegnare a ogni obiettivo di vita un conto mentale, un barattolo separato dagli altri.

Questa abitudine ci aiuta ad assegnare a ogni obiettivo un importo e a non distoglierlo (disinvestire) nei momenti di difficoltà, a mantenere la barra dritta anche nelle fasi di discesa dei mercati, concentrando l’attenzione non più sullo strumento finanziario in sé, ma sull’obiettivo di vita da perseguire.

Al contrario, la maggior parte delle persone è solita investire i propri risparmi in maniera indistinta, senza definire obiettivi, tempi e caratteristiche del prodotto da utilizzare.

Questo le rende emotivamente deboli nei momenti di crollo dei mercati, poiché vanno in stato confusionale, vengono sopraffatti dalla paura e dallo sconforto.

E allora provano a rimediare entrando e uscendo dai mercati finanziari, generando perlopiù perdite.

Si tratta di un comportamento emotivo e irrazionale che s’innesca quando non si fanno i conti mentali e non si definiscono in maniera chiara obiettivi, strumenti, rischi e tempi d’investimento.

È necessario uscire da questa logica e riappropriarci della semplice ma efficace abitudine finanziaria delle nostre nonne: a ogni obiettivo di vita uno strumento, a ogni strumento un rischio, e a ogni rischio un tempo d’investimento.

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