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Le ricadute economiche di una scarsa educazione finanziaria

Da anni il nostro paese è meta continua di migliaia di migranti che fuggono dalle guerre e dalla miseria. Una emergenza non facile da gestire in una situazione in cui nell’opinione pubblica incominciano a consolidarsi nuove e vecchie difficoltà. Al 1 gennaio 2015 risiedevano in Italia 60.795.612 abitanti, di cui 5.014.487 di cittadinanza straniera, di cui 2.641.641 donne (52,7%). Rispetto alla stessa data del 2014, la popolazione straniera è aumentata di 92352 unità (+1,9%) (XXV Rapporto IMMIGRAZIONE 2015- Caritas e Migrantes).

Nell’anno scolastico 2014/2015, gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono 814.187, il 9, 2% del totale degli alunni. L’incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica varia a seconda dei contesti territoriali, alcuni dei quali offrendo maggiori opportunità di lavoro, hanno una maggiore forza attrattiva, specialmente nei confronti degli immigrati che, in prospettiva, pensano di insediarsi stabilmente nel nostro paese. Il fenomeno migratorio ha dimensioni e durata epocale che richiedono un‘opera di lungo termine, di ampio respiro e di tanto lavoro. Continuare solo sulla strada delle porte aperte non è sufficiente.

Il problema richiede particolare attenzione ed è necessario considerare l’immigrazione anche sotto il profilo del percorso di inserimento scolastico in funzione della coesione sociale e nella prospettiva di un apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Oggi siamo di fronte ad una situazione che non ammette ulteriori ritardi nella realizzazione di questo processo di scolarizzazione se si vuole scongiurare il pericolo della perdita di energia, di risorse e di opportunità di crescita per tutti. Occorre educare gli “stranieri” nati in Italia o neo arrivati, creando strutture non solo di accoglienza ma di vita sociale perché è nel contesto di una società che apprende che si realizza la crescita individuale. Come ha osservato Mario Draghi in un intervento tenuto a Rimini nel lontano agosto 2009 “… i cittadini stranieri in Italia sono in media più giovani e meno istruiti degli italiani, ma partecipano in misura maggiore al mercato del lavoro e svolgono mansioni spesso importanti per la società e l’economia. Questo significa che la componente straniera della popolazione contribuirà in maniera significativa a determinare il livello e la qualità del capitale umano su cui si fonderà la nostra economia, condizionandone il ritmo di crescita”.

Apprendimento lungo l’arco della vita: un fatto ineluttabile

Il deficit formativo investe anche la nostra popolazione adulta, con particolare riferimento a quella in possesso, al massimo, del diploma di licenza media (52%). La formazione può concorrere a creare una popolazione di adulti informata e qualificata. Per questo è importante un apprendimento lungo tutto l’arco della vita, una formazione continua che non si fermi alla fascia della scuola dell’obbligo. Va proseguita e rafforzata la realizzazione di azioni e misure organiche tra tutte le istituzioni non soltanto delle competenze linguistiche e digitali ma anche di qualificazione e riqualificazione professionale in linea con gli obiettivi delineati in sede europea.

Gli sviluppi della collaborazione interistituzionale consentono non solo di replicare in modo più rapido e preciso a quanto si faceva prima, ma di fare cose nuove per un mondo nuovo per il quale siamo ancora poco attrezzati. E’ un problema di grande respiro al quale è bene prestare molta attenzione. La riorganizzazione a decorrere dal 1 settembre 2015 su tutto il territorio nazionale dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) può rappresentare un supporto stabile, strutturato e diffuso alla costruzione di individuali percorsi di apprendimento. Le attività per l’Innovazione dell’Istruzione degli Adulti (PAIDEIA), promosse dagli Uffici scolastici regionali sulla base delle Linee guida, elaborate dal Miur, concorrono a consolidare ed aggiornare le competenze richieste ai vari livelli lavorativi, a incentivare l’apprendimento in età adulta che sostenuto da mirate politiche perché intimamente connesso con lo sviluppo economico e con l’esercizio della cittadinanza attiva. Occorre agire sulla domanda delle persone, del sistema economico e dei territori per costruire una offerta formativa idonea a sviluppare questi bisogni.

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