L’intelligenza artificiale? Colpirà anche mercato caffè
“L’intelligenza artificiale ridurrà al minimo la quantità di lavori umili, dalla produzione manifatturiera, alla guida di camion o automobili ovunque, dal back office, alla maggior parte dei lavori che potrebbero richiedere l’aiuto della caffeina”, sì: “i lavori che si relazionano alla caffeina o evolveranno o scompariranno“.
E’ questa la singolare previsione contenuta nel rapporto “Imagine 2025” della banca d’investimento Rbc Capital Markets, che assieme alle ormai consuete cassandre sui lavori facilmente aggredibili dall’automazione, unisce le professioni particolarmente legate al caffè. Fra le conseguenze dell’IA, dunque, sarebbe da includere anche il calo nella domanda globale di questa bevanda.
Secondo Rbc crescerà, piuttosto, la richiesta di prodotti rilassanti, piuttosto che eccitanti come la caffeina. In particolare, dovrebbe essere il cannabidiolo (Cbd) a prendere il posto del caffè
“La Cbd potrebbe diventare il sostituto della caffeina, perché aiuta i consumatori a rilassarsi. Noi vediamo elementi che ci portano a pensare che sostanze come la Cbd diventeranno più popolari della caffeina e degli altri stimolanti”, afferma il rapporto.
Gli infusi che posseggono tale principio attivo non psicoattivo della cannabis sativa sono già in commercio e ad essi vengono attribuiti una lunga lista di benefici terapeutici (doti antiinfiammatorie, antiossidanti, ansiolitiche e molte altre). Soprattutto, con il cannabidiolo ci si rilassa. Ed è questa la sensazione che secondo Rbc sarà più ricercata in futuro:
“i nostri clienti comprano Cbd liquido o prodotti simili per assumerlo senza fumare, quello che è certo è che nessuno dei nostri clienti usa cannabis light come alternativa all’erba del mercato nero. Non vogliono assolutamente lo sballo”.
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