L’intercettazione di Siri esiste ed è stata depositata, ma i legali non l’hanno ancora vista
Un’informativa della Dia, contenente l’intercettazione ambientale che coinvolgerebbe il sottosegretario della Lega Armando Siri, è stata depositata dai pm della Procura di Roma presso il Tribunale del riesame. Il sottosegretario è indagato per corruzione, ma l’esistenza dell’intercettazione trapelata da Corriere e  Repubblica è stata messa in dubbio da una fonte anonima della Procura, citata dal quotidiano La Verità. La notizia dell’informativa sembra sciogliere il dubbio sull’esistenza dell’intercettazione. I legali di Arata, tuttavia, non avrebbero ancora avuto accesso alle trascrizioni.
“Dall’informativa della Dia di Roma, del 29 marzo 2019 (che compendia le attività investigative finora svolte) si evince lo stabile accordo tra il corruttore Palo Franco Arata, imprenditore nel settore eolico con significativi investimenti in Sicilia e con trascorsa attività politica da cui trae molteplici relazioni ancora in atto con i massimi livelli istituzionali, ed il sottosegretario di Stato e senatore Armando Siri (di cui Arata è stato anche sponsor per la nomina proprio in ragione delle relazioni intrattenute)”, scrivono i pm in un atto pubblicato da Repubblica.
“Le intercettazioni sui giornali? Sono false. Quelle frasi non ci sono nel fascicolo”, avrebbe detto l’inquirente della Procura di Roma a La Verità. Secondo quanto afferma Repubblica, invece, le intercettazioni della Dia sono alla base dell’ipotesi accusatoria a carico di Siri; fatto questo supportato da due fonti della stessa Procura di Roma. La notizia dell’avvenuto deposito dell’informativa della Dia confermerebbe la versione di Repubblica.
Nel frattempo un’intervista a Luigi Di Maio rilasciata al Corriere della Sera non cede sulla necessità di allontanare Armando Siri dal governo: “Questo attaccamento alla poltrona non lo capisco. Gli abbiamo chiesto un passo indietro. Continui a fare il senatore, non va mica per strada. Parliamo tanto di lotta ai delinquenti e quando un politico è indagato per corruzione stiamo zitti? Eh no, non funziona così. Dove è la coerenza? Certo che Conte dovrebbe spingerlo alle dimissioni. E lo farà, ne sono sicuro“.
 
 
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