Mercati scossi da arresto numero due Huawei: panic selling ovunque
L’arresto in Canada della dirigente di spicco di Huawei Meng Whanzou, ordinato dagli Usa, ha innervosito i trader, perché ora mercati temono un riaccendersi delle tensioni tra Cina e Stati Uniti. La global chief financial officer del gruppo di apparecchiature per smartphone e figlia del suo fondatore è stata fermata sabato scorso e ora rischia l’estradizione in America.
L’indagine riguarda una presunta violazione delle sanzioni contro l’Iran americane e rischia di intensificare la guerra commerciale e valutaria in corso tra le due prime potenze al mondo, proprio in un momento in cui i due leader Donald Trump e Xi Jinping si erano riavvicinati.
L’impatto sui mercati azionari è prevedibilmente negativo. In un contesto di avversione al rischio generalizzata, le Borse europee sono scese ai minimi di due anni e la seduta è stata la peggiore da fine giugno 2016, quando è uscito il risultato shock della Brexit. L’indice delle blue chip inglese Ftse 100 scambia al valore minimo dal 2016. Male anche la Borsa di Milano e quelle di Francia e Germania, con il Dax che è entrato in piena fase ribassista.

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