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Risparmio mutui: euro contro lira

Molti rimpiangono la lira, Eppure da quando abbiamo l’euro abbiamo ottenuto un forte risparmio sui mutui. Euro contro Lira, in questo caso bisogna confermare che vince la nuova moneta con un costo dei mutui che si è ridotto del 70% in 20 anni.

Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti le analisi economiche che tentano di valutare l’impatto che avrebbe per l’Italia l’uscita dall’euro. Le ipotesi e i calcoli si sprecano e finiscono tutte con il prevedere un ritorno a una lira fortemente svalutata. Ma che cosa cambierebbe per le famiglie? Un indicatore interessante potrebbe essere la rata del mutuo, forse la principale voce di spesa del bilancio familiare per chi vive in una casa di proprietà.

Euro contro Lira. Il risparmio dei mutui

Il costo dei finanziamenti per l’acquisto della casa ha cominciato lentamente ma inesorabilmente a ridursi con il passaggio dalla lira all’euro, avvenuto  tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, fino ad arrivare ai livelli attuali, cioè poco sotto il 3% per i mutui a tasso variabile, poco sopra il 3% per quelli a tasso fisso. Un livello che non ha precedenti se paragonato alla media dei tassi pre euro.

Osservando lo storico dei dati, si nota che, nel 1997, il tasso effettivo globale dei mutui (Tegm) era pari al 10,6%. Il dato è via via scivolato verso il basso, eccetto brevi periodi di impennata dovuti a particolari condizioni. In tempi a noi più vicini (luglio 2016), Banca d’Italia segnala un tasso del 2,6% per i variabili e del 3,18% per i fissi, meno di un terzo del valore rilevato alla fine degli anni Novanta.

Quindi evidente che l’effetto dell’euro sui mutui sia stato quello di una diminuzione netta dei costi (-70%). Diminuzione analoghe sono state stata registrate anche in altri settori, grazie anche alla contemporanea discesa del tasso d’inflazione. Situazione che, peraltro, viviamo anche oggi ma per una causa diversa, cioè per la frenata generale dei consumi. Indotta proprio, oltre che dalla crisi, dalla paura che l’euro abbia reso tutto più caro.

Per contro in questi 20 anni è lievitato il prezzo delle case, in alcuni casi è raddoppiato. Quindi occorrono tanti più soldi per comprare un appartamento rispetto al 1997 e allo stesso tempo il potere di acquisto dello stipendio in euro è di gran lunga inferiore.

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