La banca si deve comportare in modo corretto durante le trattative e l’istruttoria per la concessione del finanziamento non tacendo eventuali cause ostative. Ma non sempre il mutuo è accettato. Scopri che le ragioni  del perchè la banca vieta la concessione di mutui per l’acquisto di case o terreni da familiari. Leggi cosa fare se ti rifiutano il mutuo.

Cos’è Abf e come si pronuncia l’Arbitro bancario finanziario in caso di rifiuto della banca a concedere il mutuo

Si tratta  di un organismo di conciliazione stragiudiziale, che in passato ha mostrato di essere spesso dalla parte del cliente. In questo modo si evitano tempi e costi di una causa per questioni che, invece, presentano una facile soluzione. L’Abf offre alla clientela la possibilità di ottenere in modo semplice, rapido e poco costoso una decisione imparziale nei casi di reclami che non abbiano trovato soluzione nell’interlocuzione diretta con l’intermediario. All’Abf possono essere sottoposte soltanto controversie relative ai servizi bancari e finanziari che siano oggetto di contratti tra intermediario e cliente o di contratti collegati.

Restano escluse: le controversie relative ai servizi di investimento; quelle concernenti beni materiali o servizi diversi da quelli bancari e finanziari. Le pretese di risarcimento dei danni formulate dal cliente rientrano nella competenza dell’Organo, purché i danni costituiscano conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento contrattuale.

Le controversie di cui è investito l’ABF sono rimesse alla cognizione di un organo collegiale, articolato in tre Collegi su base territoriale: uno con sede a Milano (per l’Italia settentrionale), uno con sede a Roma (per l’Italia centrale) e il terzo con sede a Napoli (per l’Italia meridionale); mentre l’attività di segreteria tecnica è svolta da Banca d’Italia.

Come funziona l’Abf

Il procedimento si articola secondo le modalità e i tempi stabili dalla normativa di riferimento dettata dal CICR e da Banca d’Italia.
Il Collegio con sede a Milano decide sui ricorsi presentati da clienti che hanno domicilio in Emilia- Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto.
Il Collegio con sede a Roma decide sui ricorsi presentati da clienti che hanno domicilio in Abruzzo, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana e Umbria, nonché sui ricorsi presentati dai clienti aventi domicilio in uno Stato estero.
Il Collegio con sede a Napoli è competente a decidere sui ricorsi presentati da clienti con domicilio in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.
Ciascun Collegio dell’organo decidente è composto da cinque membri: il presidente e due membri scelti dalla Banca d’Italia; un membro è designato dalle associazioni degli intermediari e uno dalle associazioni rappresentative dei clienti. Il Collegio è regolarmente costituito con la presenza di tutti e cinque i suoi componenti.

Prima di ricorrere all’arbitrato bancario finanziario, il cliente è tenuto a presentare formale reclamo alla banca (la presentazione del reclamo è, dunque, condizione essenziale di procedibilità).
L’ufficio reclami della banca interessata deve pronunciarsi entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo e, nel caso in cui lo accolga, indica i tempi per l’adempimento.
Il cliente insoddisfatto dell’esito del reclamo o il cui reclamo non sia stato esaminato entro il termine di 30 giorni può presentare ricorso all’arbitro bancario finanziario.
Si considera reclamo ogni atto con cui il cliente, in forma scritta o con Pec, contesta all’intermediario un suo comportamento o un’omissione.
Decorso tale termine, il cliente deve proporre ricorso all’Abf entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo.

Il ricorso deve avere a oggetto la stessa contestazione del reclamo. Il cliente può presentare il ricorso direttamente o attraverso un’associazione di categoria alla quale aderisca, oppure tramite un altro rappresentante a ciò autorizzato.

Il ricorso può essere direttamente inviato tramite posta, fax o posta elettronica certificata, utilizzando l’apposita modulistica, alla segreteria tecnica del Collegio competente o a qualunque filiale della Banca d’Italia, che provvede a inoltrarlo alla segreteria tecnica. Il ricorso può essere altresì presentato a mano presso tutte le filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico, che provvedono all’inoltro.

Il cliente che ha presentato il ricorso deve darne tempestiva comunicazione all’intermediario, mediante l’invio di copia del ricorso con raccomandata o posta elettronica certificata. Ricevuta la comunicazione, la banca deve – a sua volta – trasmettere tempestivamente all’indirizzo di posta elettronica della segreteria tecnica Abf la data di ricezione di essa. Da tale data, infatti, comincia a decorrere il termine di 30 giorni per proporre eventuali controdeduzioni al ricorso presentato dal cliente.

L’Abf si pronuncia sul ricorso entro 60 giorni dalla ricezione delle controdeduzioni da parte della segreteria tecnica o, in mancanza, entro 60 giorni dalla scadenza del termine stabilito per la loro presentazione da parte dell’intermediario o dell’associazione alla quale aderisce.

La decisione, che deve essere motivata, può contenere indicazioni volte a favorire le relazioni tra intermediari e clienti.

L’Abf può accogliere o rigettare il ricorso del cliente. La decisione è comunicata dalla segreteria tecnica alle parti entro 30 giorni dalla pronuncia.
Se il ricorso è stato accolto in tutto o in parte, la banca deve adempiere alla decisione entro il termine fissato dal Collegio, in mancanza, entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione.
In ogni caso, se la decisione dell’Abf non dovesse convincere, ciascuna delle due parti può ricorrere al giudice successivamente. Dunque la pronuncia del Collegio non è in alcun modo assimilabile a una sentenza del giudice, né a un lodo arbitrale. La pronuncia non determina, infatti, alcun effetto di composizione della controversia.

Rifiuto del mutuo

Analizziamo ora l’ipotesi di potenza, quella cioè di una banca che abbia opposto il rifiuto del mutuo solo al termine dell’istruttoria, dopo la perizia dell’immobile, e per un motivo ostativo mai evidenziato nella fase anteriore del procedimento.

Secondo l’Abf di Napoli, la banca è responsabile e deve risarcire il danno al cliente se, al termine di una lunga istruttoria, gli nega il mutuo richiesto e adduce come giustificazione la mancanza di un requisito non esplicitato al momento della presentazione della domanda per la concessione del finanziamento.

Difatti, durante la fase delle trattative per la concessione di un mutuo, la banca, pur dovendo comportarsi con cautela nell’assumere la decisione di concedere un finanziamento, ha l’obbligo di informare il cliente, sin dall’inizio, di tutti i requisiti e le condizioni che la stessa richiede per consentire l’erogazione. Non possono quindi essere opposti, solo in un momento successivo, degli ulteriori ostacoli non manifestati in precedenza. Un comportamento contrario a tale dovere viola il principio di buona fede nello svolgimento delle trattative e comporta, di riflesso, la responsabilità precontrattuale della banca.

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