La società di information technology, che ha lasciato Piazza Affari a luglio 2016 dopo l’Opa lanciata dai fondi NB Renaissance e Apax VIII, potrebbe tra qualche anno tornare sul listino.

«Gli attuali azionisti sono due fondi molto grandi. Nella logica di realtà di questo tipo, nel medio termine, ci sono la vendita oppure la quotazione. Nel giro di tre anni, se dovessi scommettere su una delle due possibilità, scommetterei sulla quotazione.

Per Engineering si può immaginare, insomma, un ritorno in Borsa». Intanto, per l’anno in corso, il gruppo stima ricavi in crescita, oltre la soglia psicologica di un miliardo di euro e un’Ebitda oltre i 120 milioni. E conta di assumere 800 persone, sparse nelle circa 40 di sedi di Engineering.

Ieri l’assemblea dei soci della società presieduta da Michele Cinaglia ha approvato il bilancio del 2016 che ha chiuso con ricavi pari a 934,6 milioni (in crescita del 6,5% sul 2015), Ebitda pari a 108,4 milioni (+2,7%) e un utile netto di 45,3 milioni, sostanzialmente in linea con l’esercizio 2015.

Per realizzare il fatturato previsto, Engineering punterà in particolare su soluzioni innovative per i settori della robotica industriale, della sanità e dell’energia.

«Per il manufacturing stiamo sviluppando  un sistema di manutenzione di tipo predittivo, e non programmatico. Si tratta di soluzioni che, sulla base dei dati raccolti, effettuano analisi predittive sull’evoluzione del funzionamento dei sistemi. Si consente cioè alle aziende di intervenire sui vari macchinari prima che se ne manifesti la necessità».

Per il comparto dell’energia, invece, Engineering sta studiando un sistema che consenta di leggere sul contatore il consumo di ogni singolo dispositivo o elettrodomestico.

«Nei prossimi mesi saremo pronti  a lanciare l’offerta sul mercato.

Al momento stiamo trattando con alcune utilities per finalizzare una partnership».

Riguardo alla sanità, il gruppo intende utilizzare il machine learning per supportare il processo di diagnosi. «Stiamo realizzando  sistemi capaci di raccogliere dati e monitorarli al servizio delle condizioni di un paziente. Tali sistemi consentiranno di allertare l’infermiere o il medico quando serve».

Con l’obiettivo di andare incontro alla sfida che offre la tecnologia, Engineering è a caccia di nuove competenze:

«Entro la fine del 2017 contiamo di arrivare a 800 assunzioni, quest’anno ne abbiamo già portate a termine 400.

Per il solo comparto della sanità ne cerchiamo 100. C’è difficoltà, in Italia come in Europa, a reperire dipendenti visto che la scuola non è in grado di fornire un adeguato numero di persone qualificate».

Engineering è stata fondata dall’attuale presidente, e socio con circa il 12%, Michele Cinaglia nel 1980, quando l’informatica in Italia muoveva ancora i primi passi. Nel periodo del boom di internet, nel 2000, è approdata in Borsa.

Accanto ai manager azionisti, si sono avvicendati nel tempo soci con partecipazioni di minoranza, come Ibm e Imi, Benetton e il gruppo Italcementi.

A inizio 2016, il fondo NB Renaissance, nato dalla partnership tra Neuberger Berman e Intesa Sanpaolo, e il fondo Apax VIII, hanno acquistato il 44,3% della società e quindi hanno lanciato, con successo, l’offerta pubblica di acquisto obbligatoria che si è conclusa con il delisting l’8 luglio del 2016. Ora la Borsa, nell’ottica di crescere e sviluppare nuove tecnologie, è di nuovo un’opzione per il futuro di Engineering.

Categorie: Blog

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