L’assicurazione può imporre le officine convenzionate?

Incidenti stradali: è legittima la clausola del contratto di assicurazione sulla rc auto che subordina il risarcimento dei danni al fatto di rivolgersi a un meccanico o carrozziere specifico.

Hai fatto un incidente stradale e ti è toccato portare l’auto in officina per la riparazione. Nello stesso tempo hai presentato alla tua assicurazione la richiesta di risarcimento del danno. Mentre la macchina è stata aggiustata dopo pochi giorni, per la risposta della compagnia ci sono volute diverse settimane. Ma, con tua somma meraviglia, la lettera di risposta contiene un secco “no”: non ti verrà accordato alcun risarcimento perché, se anche è vero che hai fatto un incidente per colpa di un altro automobilista e che hai sostenuto le spese del meccanico, non ti sei però rivolto a un’officina convenzionata con l’assicurazione. Ti sembra assurdo: dovresti essere libero di rivolgerti a chi vuoi, ma l’agente ti fa notare che sulla polizza da te firmata a suo tempo era prevista proprio questa clausola. Clausola che, peraltro, ti ha consentito di usufruire di sconti sul premio. Così, con l’ingenuità dello sprovveduto e di chi si sente raggirato, ti chiedi se l’assicurazione può imporre solo officine convenzionate. La risposta è stata data dalla Cassazione qualche giorno fa.

Saprai certamente che il nostro ordinamento è caratterizzato dalla cosiddetta «libertà contrattuale»: in buona sostanza, i soggetti che decidono di concludere il contratto vengono lasciati liberi di inserire all’interno dello stesso le clausole che più preferiscono – ovviamente nei limiti della legalità – al fine di meglio regolare i propri interessi. Dunque, salvo ipotesi eccezionali in cui è la legge a fissare il contenuto di alcuni elementi (pensa ad esempio alla durata minima di un contratto di affitto), i contratti possono avere qualsiasi genere di clausola.

Esiste però una particolare disciplina che mira a tutelare prevalentemente i consumatori. Il codice civile stabilisce che quando la clausola “incriminata” contiene un onere gravoso ed è inserita in un contratto standard (di quelli dove “o firmi o non firmi” e non ti è data possibilità di negoziare il contenuto: pensa, ad esempio, ai contratti con le compagnie del gas, le banche, le società di telefonia o le assicurazioni), è necessaria una seconda sottoscrizione per garantire la presa di coscienza dell’accettante. Sono le cosiddette clausole vessatorie, come quelle che impongono pesi e vincoli per il consumatore o limitazioni di responsabilità per le aziende.

Ebbene, la Cassazione si è chiesta se la clausola con cui l’assicurazione impone le proprie officine convenzionate sia o meno una clausola vessatoria. In caso affermativo essa sarebbe inefficace se non appositamente firmata dall’assicurato con una seconda sottoscrizione, ulteriore rispetto a quella posta alla fine della scrittura privata.

La risposta data dai giudici supremi è stata negativa. In buona sostanza secondo la Suprema Corte, l’imposizione di carrozzieri, meccanici o elettrauti di fiducia della compagnia di assicurazione non implica un particolare onere sul consumatore e, quindi, non configura l’imposizione di una clausola vessatoria. È quindi lecito imporre al danneggiato di rivolgersi a una delle officine convenzionate al fine di farsi riparare l’auto incidentale e poi chiedere il risarcimento del danno. Se l’automobilista invece si rivolge al proprio tecnico di fiducia, pur dimostrando di non avere colpe nel sinistro stradale e producendo la fattura per le spese sostenute, non avrà diritto a chiedere l’indennizzo.

La sentenza è particolarmente interessante perché impone, d’ora innanzi, a tutti gli assicurati di fare molta attenzione a ciò che sottoscrivono in sede di conclusione del contratto di assicurazione sulla responsabilità civile automobilistica. Spesso, infatti, l’agente locale, per non perdere il cliente e mostrare la convenienza della propria polizza, tace sulle condizioni delle stesse; dall’altro lato, il contraente si limita a firmare, fidandosi di ciò che gli viene detto a voce (ossia nulla). In pochi vanno a leggere il contratto e, sedotti dalla convenienza del prezzo, si obbligano con contratti capestro. Salvo poi accorgersi dei vincoli solo al momento della necessità, ossia quando vanno a chiedere un risarcimento per un incidente stradale.

Ti chiederai, giustamente, come tutelarsi. Purtroppo come ti ho appena detto, l’unica garanzia che ti riconosce la legge nei confronti delle clausole vessatorie, è la doppia firma: significa che l’assicuratore ti chiederà, anziché due firme, quattro, sei… ecc. Non cambia ovviamente nulla: se già hai firmato la prima volta senza leggere il contratto, lo farai anche la seconda, la terza, e così via. Bisognerebbe invece avere l’accortezza di confrontare le varie polizze e soprattutto chiedersi le ragioni di un prezzo palesemente più basso rispetto a quello della concorrenza. Al limite è possibile consultare forum su internet di assicurati che hanno sottoscritto la vostra stessa polizza e verificare come si sono trovati e se hanno avuto problemi.

Ora però sei avvisato: nel tuo contratto potrebbe esserci una clausola che ti imponga di rivolgervi a officine specializzate con convenzioni speciali. Se non lo hai già fatto, fallo ora: vai subito a verificare.

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