Pensioni baby: oltre 400 mila ricevono assegno da quasi 40 anni

Vivere in pensione per circa il doppio del tempo passato al lavoro e quindi ricevere l’assegno per quaranta anni avendone lavorati solo 20 (in alcuni casi anche  meno). È quello che succede a 406.942 italiani in pensione da oltre 38 anni, finiti sotto i riflettori dell’ osservatorio statistico dell’Inps.

Si tratta di persone andate in pensione con una decorrenza precedente al 1980 e quindi con un vantaggio significativo rispetto ai contributi versati.
In tale conteggio vengono incluse solo le pensioni di vecchiaia, anzianità e superstiti. Escluse invece invalidità e assegni sociali.

Le pensioni private antecedenti il 1980 sono 355.335 mentre i trattamenti pubblici sono 51.607. Sono invece oltre 1,7 milioni gli assegni che durano da oltre 30 anni (quindi liquidati dal 1988 o prima).
L’osservatorio dell’Inps ricorda che al momento della decorrenza delle pensioni liquidate prima del 1980, l’età per la gestione dei dipendenti pubblici era di 49 anni per la vecchiaia e di 45,7 per i trattamenti di anzianità contributiva. Per i superstiti “da assicurato” era di 41,1 anni mentre per i superstiti da pensionato era di 45 anni.

Entrando nel dettaglio degli assegni, se per le pensioni del settore privato l’importo medio degli assegni liquidati prima del 1980 è largamente inferiore a mille euro al mese (818 euro mensili i trattamenti di vecchiaia, 529 euro quelli ai superstiti) per le pensioni del settore pubblico l’importo medio supera i 1.650 euro mensili per i trattamenti di vecchiaia e i 1.466 euro per quelli di anzianita’.

Per le pensioni ai superstiti da assicurato risalenti a prima del 1980 la pensione media ammonta a 1.134 euro mentre gli assegni ai superstiti da pensionato valgono 1.200 euro al mese in media.

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