Risparmiometro, esteso controllo antievasione sui conti bancari

Risparmiometro, esteso controllo antievasione sui conti bancari
La sperimentazione del Risparmiometro dell’Agenzia delle Entrate è stata ampliata di un anno, e prenderà in analisi, dopo il 2013, il periodo d’imposta 2014. Non solo: nella valutazione della congruità fra entrate e risparmi verranno coinvolte non solo le persone fisiche, ma anche i titolari di partita Iva.
Secondo quanto anticipato da Italia Oggi, il Garante della Privacy ha dato il via libera per l’estensione del Risparmiometro, incluso il nuovo raggio d’azione che interesserà anche le società.
Questo controllo anti-evasione si fonda su un principio analogo a quello già utilizzato dal redditometro. In questo caso, però, il confronto non è compiuto fra le entrate dichiarate e le spese effettuate, bensì fra entrate e risparmi. Una crescita anomala del conto in banca, rilevata dapprima da uno specifico algoritmo, potrebbe innescare i controlli anti-evasione “in carne ed ossa”.
Conto senza spese indice di redditi percepiti in nero
Considerando che un determinato ammontare di denaro dev’essere necessariamente speso per garantire la sussistenza, un conto corrente che non viene scalfito dalle spese potrebbe indicare che il contribuente si mantiene anche tramite redditi percepiti in nero.
Secondo la dicitura ufficiale del documento dell’Agenzia dell’Entrate approvato dal Garante della privacy, “il modello verifica la coerenza, nell’anno di riferimento, delle disponibilità finanziarie dei contribuenti persone fisiche, titolari unici dei rapporti finanziari, oggetto di osservazione, risultanti dalle informazioni comunicate all’archivio dei rapporti finanziari, con le fonti di entrata e di uscita agli stessi riconducibili, quantificate sulla base degli elementi in possesso dell’amministrazione finanziaria”.
Le informazioni nella disponibilità dell’Agenzia delle Entrate, per quanto riguarda i risparmi sul conto, sono i saldi di fine anno; si tratta ,dunque, di dati di sintesi che non comprendono i vari movimenti dei conti correnti. Ciò è possibile grazie all’introduzione della cosiddetta Anagrafe dei conti correnti, approvata dal governo Monti nel decreto Salva-Italia.
Se un incremento dei risparmi risulterà anomalo in rapporto ai redditi e alle spese effettuate, il fisco ne riceverà notizia grazie all’inserimento del soggetto in specifiche liste di osservati speciali, con la possibilità di attivare i controlli anti-evasione.
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