Tradizione e innovazione
Il marchio mantovano celebra lo stile italiano con collezioni ecosostenibili e nanotecnologie applicate a tessuti performanti. A raccontarlo è il direttore creativo Stefano Gaudioso Tramonte
A cura di Margherita Calabi e Benedetta Gandolfi
Per Corneliani è un momento di cambiamento ed evoluzione. Il marchio mantovano di abbigliamento maschile guarda al futuro e, nel farlo, continua a investire sui tessuti con un approccio di rigore e creatività. L’azienda, fondata nel 1930 da Alfredo Corneliani come una manifattura di impermeabili, oggi scrive un nuovo capitolo della sua storia. E celebra il savoir-faire del brand con una collezione primavera-estate 2019 pensata per lo stile di vita dinamico dell’uomo contemporaneo, dove l’indiscussa protagonista è la seta. A raccontare l’eccellenza e i progetti del marchio è il direttore creativo Stefano Gaudioso Tramonte.

Il direttore creativo Stefano Gaudioso Tramonte
Le parole chiave in casa Corneliani. Leggerezza e voglia di informale, sempre nel nome dell’eleganza. Materiali pregiati, dal cashmere alle lane fino alla seta, vengono utilizzati nelle vestaglie e nelle camicie, oltre che nella maglieria senza cuciture a effetto acquerello. «Ci definiamo ‘curatori dello stile made in Italy’: giochiamo con i colori per donare un tocco sofisticato alle nostre creazioni che, nelle forme e nei volumi, si rifanno a un gusto prettamente italiano. Veniamo da una realtà come Mantova, dove la bellezza è ovunque. Savoir-faire per noi è sinonimo di savoir-vivre», racconta Gaudioso Tramonte.

Un capo della collezione Beyond the Rain , primavera-estate 2019
Fondamentale, secondo il direttore creativo, è adeguarsi a un mondo in continua evoluzione. «Non si parla più solo di Millennials, la generazione successiva ha già altri valori e guarda molto all’ecosostenibilità. Per la collezione primavera-estate 2020 stiamo portando avanti un progetto di capi realizzati interamente con materiali ecosostenibili. L’ecosostenibilità sarà un valore importante per Corneliani nel prossimo futuro», sorride. «Stiamo lavorando anche sui volumi dello sportswear, usando filati particolari e tantissima seta, non solo nella più classica versione con effetto lucido, ma anche in finissaggi opachi ed effetti lavati».

Un capo della collezione Beyond the Rain , primavera-estate 2019
Nella collezione primavera-estate 2019 Beyond Silk, infatti, questa fibra nobile e preziosa si combina alla lana finissima in nuovi completi dalle costruzioni leggere e dalle silhouette raffinate, mentre dà vita a texture intriganti abbinata a lino e lana in blazer decostruiti. Un feel anni ’90 è riproposto in leggerissime giacche tinte in capo dai preziosi giochi di colore, mentre i bomber urban-chic sono realizzati in morbida seta lavata. Un mood estivo e mediterraneo si ritrova nelle stampe in stile cravatteria, o ispirate da raffinate maioliche, che donano un tocco grafico multicolore alle camicie in seta e ai pratici blouson. Leggerezza e versatilità definiscono anche i capi in pelle, che spaziano da sofisticati blazer reversibili in nappa-suede a bomber scamosciati con trattamento cerato. La palette di colore si rifà al mondo della natura, ai fiori e ai frutti, in tonalità polverose di indigo, pervinca, ortensia, orchidea e albicocca, mescolati a tinte neutre di grigio ghiaia, verde olio e tabacco.
Stile e innovazione. Eleganza disinvolta, mascolinità, qualità e ricerca. Sono questi i termini con cui Stefano Gaudioso Tramonte definisce il marchio. «Studiamo le materie prime e i finissaggi, alternando il nuovo al classico. Lavoriamo molto con il tailor-made». L’idea di moda oggi è sempre più legata al modo in cui le persone vivono e non al modo in cui si vestono. C’è quindi una reale necessità di riconsiderare i desideri dei consumatori e, di conseguenza, il messaggio che il brand intende trasmettere. Se nella collezione primavera-estate 2019 è protagonista la seta, l’heritage del brand è celebrato in Beyond the Rain, una capsule collection di iconici raincoat che unisce l’amore per la tradizione al desiderio di innovazione.

Un capo della collezione Beyond the Rain , primavera-estate 2019
Definiti da quattro silhouette che spaziano da un taglio doppiopetto anni ‘50 a una costruzione classica con cintura e a una forma over e avvolgente, questi impermeabili si differenziano non solo per il tessuto utilizzato, ma anche per i dettagli tecnici, i preziosi ricami e le sofisticate applicazioni. «Oggi si applicano le nanotecnologie ai tessuti leggeri e performanti. Con un clima che sta diventando sempre più caldo, anche gli spolverini da viaggio devono essere più leggeri. Sulla qualità e sulla ricerca non possiamo sbagliare». Eleganza e performance si incontrano poi nel progetto Style & Freedom che, attraverso una speciale offerta di felpe, joggers e maglie realizzate con materiali d’eccezione, rispecchia l’anima più sportiva e casual di Corneliani. La capsule Connected Style invece, risponde alle esigenze del lifestyle iper-connesso di oggi con una serie di pezzi iconici tra cui un giubbotto, una field jacket, uno zaino, una travel bag dall’animo super tecnologico. Ogni pezzo contiene un power bank personalizzato che permette di ricaricare il proprio smartphone semplicemente riponendolo nella tasca della giacca o nella borsa. Per una sicurezza totale, questi prodotti sono provvisti di un film d’argento che scherma le radiazioni nocive.
L’eleganza secondo Corneliani. «Quando un uomo indossa un abito è più affascinante. L’abito giusto dà standing, sicurezza. Mi piace però vestire anche casual, soprattutto in estate, con tessuti superleggeri, giacche e polo di lino», rivela Gaudioso Tramonte. «Nel 2016 abbiamo creato il brand book, scavando nel passato per capire i nostri valori e come possiamo implementarli».
Una ‘bibbia di stile’ che definisce l’uomo Corneliani in tutte le sue sfaccettature: un personaggio sicuro di sé, sofisticato, contemporaneo, attuale, vivo, colto. Non è arrogante, vistoso, monotono, statico, ripetitivo e neppure elitario. «Il nostro uomo ha le idee precise, viaggia, sa cosa vuole. Ha uno suo stile ben definito. Noi cerchiamo semplicemente di accontentarlo. È un globetrotter con un’eleganza innata», taglia corto il designer. E precisa: «indossare un capo Corneliani vuole dire distinguersi dagli altri».

Gli interni della nuova boutique di Roma
I mercati. Per il brand, che ha chiuso il 2018 con un esercizio in linea a quota 110 milioni di euro di ricavi, l’Italia resta la roccaforte. Poi ci sono Russia, Asia, Usa e Medio Oriente. «Attualmente stanno funzionando benissimo cappotti, di cui abbiamo più di 30 modelli, ma c’è anche una grande richiesta per giacche e pettorine, insieme ai pantaloni sportivi».
La boutique di Roma. Oggi lo stile raffinato del marchio, che conta più di 80 punti vendita nel mondo, trova la sua ultima espressione nella cornice della nuova boutique di via del Babuino, nel cuore di Roma. Lusso, artigianalità e rispetto delle tradizioni sono gli elementi portanti del nuovo store di 160 mq, concepito dall’architetto Marco Costanzi. L’attenzione ai dettagli si traduce nella scelta dei materiali: sul pavimento, un prezioso cotto realizzato a mano in un’antica fornace mantovana si abbina a un marmo Fior di Pesco. Sulle pareti, tasselli di legno di noce massello si alternano a pannelli in morbida pelle, lastre in marmo verde e superfici specchiate, donando profondità agli spazi.

Gli interni della nuova boutique di Roma
La palette di colore rende tributo a Palazzo Te di Mantova, meravigliosa espressione del Rinascimento italiano. Nella stanza principale della boutique, lo spazio dedicato all’esclusivo servizio ‘Su Misura’ è dominato da una parete retroilluminata, dove una struttura in ottone con cubi di resina colorata ospita gli strumenti dell’antica arte della sartoria. Sedute e poltrone vintage, oltre a una serie di opere d’arte e libri fotografici completano l’arredamento. In questo palcoscenico sofisticato prendono vita le collezioni del marchio. Ma la boutique di Roma non è che la prima: il nuovo store concept approderà anche a Londra e Dubai il prossimo anno.
L’articolo è stato pubblicato sul numero di maggio del magazine Wall Street Italia.
 
L’articolo Tradizione e innovazione sembra essere il primo su Wall Street Italia.

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