C’è qualcuno che parla già della fine del rally Trump, facendo riferimento alla fine del boom di acquisti che ha interessato l’azionario nei giorni immediatamente successivi alla notizia della vittoria del tycoon alle elezioni Usa. Con la fine dell’anno 2016, vengono sfornate diverse previsioni su come performeranno i mercati nel 2017. E se l’Europa rimane ostaggio del timore del populismo – l’appuntamento più imminente è quello di dopodomani, domenica 4 dicembre, con il referendum costituzionale in Italia, per passare poi alle elezioni in Francia e a quelle in Germania – a Wall Street si cerca di capire quali saranno i veri effetti dell’esito delle elezioni Usa.

Secondo Goldman Sachs, l’indice S&P 500 salirà del 9% per attestarsi a quota 2.400 nel primo trimestre del 2017, sulla scia della continua “speranza” degli investitori, che avrà la meglio sul fattore “paura”. Un’ironia, fa notare David Kostin, responsabile strategist presso Goldman Sachs, dal momento che la retorica di Trump, durante la sua campagna elettorale, ha alimentato più timori che ottimismo.

Nel 2017 il mercato azionario sarà animato da speranza o paura.

La paura tornerà a dominare i mercati nel secondo semestre del 2017, e lo S&P 500 tornerà a quota 2.300 entro la fine del 2017, complici l’impatto negativo che l’aumento dell’inflazione e del rialzo dei tassi sui bond avranno sul rapporto price to earnings.

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Categorie: Blog

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