Ultimatum della Commissione: “misure concrete e o avvio procedura”
Mentre il governo continua a discutere per tentare di sciogliere i ‘nodi’ irrisolti della manovra, Bruxelles avverte l’esecutivo che il tempo è quasi scaduto. Il governo spedisca a Bruxelles “impegni concreti e credibili e delle cifre” o la Commissione andrà avanti con la procedura per deficit eccessivo per violazione della regola del debito nei confronti dell’Italia. È quanto hanno detto ieri i commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, a 48 ore dall’incontro tra Jean Claude Juncker e Giuseppe Conte.
Due avvertimenti all’Italia che arrivano dagli esponenti dell’Ue: il primo è che occorre passare dal cambiamento dei toni, dall’avvio di una discussione costruttiva a cifre precise, conclusioni credibili; il secondo è che i tempi sono stretti. Questo perché l’esecutivo europeo sta preparando la procedura con l’intenzione di decidere il lancio della procedura il 19 dicembre. Ciò vuol dire che la strada per un accordo tra Ue e Italia e’ ancora in salita.
Il dialogo va avanti, ripetono entrambi dinanzi alla Commissione Affari economici dell’Europarlamento, ma non basta più, perché il tempo è sempre di meno.
“Continuiamo a dialogare con l’Italia, ma questo dialogo deve essere bidirezionale e portare a dei risultati, il tempo è limitato”, ha specificato Dombrovskis, nell’audizione in corso a Strasburgo presso la commissione problemi economici e monetari del Parlamento europeo “Speriamo che ci siano correzioni sostanziali alla legge di bilancio da parte dell’Italia, in assenza di questo siamo pronti ai prossimi passi procedurali”. 
E dunque, senza tali correzioni, è il ragionamento ribadito dal commissario lettone, “siamo pronti ai prossimi passi procedurali’. “Questa commissione ha già dato prova di mostrare una certa flessibilità, anche nei confronti dell’Italia, per circa 30 miliardi – gli ha fatto eco Moscovici – ma non possiamo ignorare le regole del Patto, la Commissione è la guardiana di quelle regole, quelle regole vanno rispettate, Pacta sunt servanda”.
La Commissione continua a non pronunciarsi su una cifra di deficit/Pil su cui si sta negoziando.  Qualche cifra invece la ricorda Dombrovskis, precisando ancora una volta che é al deficit strutturale che la Commissione guarda quando chiede al governo il rispetto delle regole.
L’aggiustamento del defict strutturale richiesto all’Italia, secondo le raccomandazioni del Consiglio, doveva attestarsi allo 0,6%, mentre il governo ha presentato un piano di bilancio con un peggioramento in termini strutturali dello 0,8%. Una deviazione molto netta, che senza un cambio di rotta porterà all’avvio della procedura.

 
 
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