Venezuela, Guaidò apprezza la nuova posizione dell’Italia
Entro il prossimo 23 febbraio arriveranno gli aiuti umanitari in Venezuela. Lo ha annunciato l’autoproclamato presidente ad interim del Paese, Juan Guaidò. Il leader dell’opposizione, che può contare sul supporto degli Stati Uniti e della stragrande maggioranza dei Paesi Ue, ha detto che sarà organizzata una carovana per prelevare medicine e alimenti. Secondo Guaidò, sarebbero 300mila i connazionali in pericolo di vita al momento. “Tenetevi pronti per formare delle carovane” ha detto Guaidò ai 250mila volontari che si sono fatti avanti per facilitare la consegna degli aiuti.
I vertici fedeli a Maduro, al contrario, negano che ci sia alcuna crisi umanitaria in Venezuela e respingono l’invio di aiuti (un grande ponte di collegamento con la Colombia è stato sbarrato dall’esercito per evitarne la consegna). Lo stesso presidente, in un’intervista rilasciata alla Bbc, ha affermato che non esiste alcuna crisi umanitaria.

Nel frattempo, il governo punta a conservare il monopolio degli aiuti ai bisognosi. Proprio nei pressi del confine sbarrato con la Colombia, per impedire l’ingesso di aiuti “stranieri”, si è passati alla distribuzione di cibo e medicine. “Eccoci al puente di Las Tienditas, che è attualmente al centro di una minaccia che ci è stata lanciata, per fare entrare truppe, nascoste dietro a una presunta assistenza umanitaria, che tutti sappiamo non è assistenza né è umanitaria”, ha detto Diosdado Cabello, numero due del partito di governo. “Qui non ci sarà guerra, come vogliono i gringos e l’oligarchia colombiana, qui ci sarà salute, sicurezza, pace”, ha Freddy Bernal presidente del sistema di distribuzione nazionale di aiuti, Clap.
L’Italia, in precedenza dichiaratasi neutrale nella disputa fra Guaidò e Maduro, ha di fatto spostato la preferenza verso le istanze del capo dell’opposizione. Una risoluzione approvata ieri dal Parlamento, infatti, invita a nuove elezioni disconoscendo di fatto la regolarità delle votazioni che nel 2018 hanno visto vincere Maduro. “L’Italia si unisce ai paesi che riconoscono la nostra lotta. Apprezziamo la dichiarazione del Parlamento italiano in favore del raggiungimento di elezioni libere in Venezuela. Il percorso che abbiamo proposto passa attraverso la cessazione dell’usurpazione e il governo di transizione”, ha scritto su Twitter Guaidò.

Vicina al governo socialista rimane la Russia, che, per bocca del suo ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha intimato gli Stati Uniti “di non interferire negli affari interni del Venezuela”. Il timore di un intervento militare straniero è preso molto sul serio dalla presidenza Maduro che in queste ore sta organizzando esercitazioni e dimostrazioni militari (video in basso). Il confine con la Colombia, presso Villa del Rosario, è già rafforzato da un contingente militare che, secondo l’Afp, sarebbe schierato proprio per fronteggiare un eventuale attacco.
 

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